“– Ah, – dico, – dal momento che è felice… – Felice? – Il suo sguardo è imbarazzante, ha sollevato le palpebre e mi fissa con aria dura. – Giudichi lei stesso, signore. Prima di prendere questa decisione mi sentivo in una solitudine così terribile che pensavo al suicidio. Ciò che mi ha trattenuto è stata l'idea che nessuno, assolutamente nessuno si sarebbe commosso alla mia morte, che in morte sarei stato ancora più solo che in vita. Si raddrizza, gonfia le gote. – E adesso non sono più solo, signore. Più affatto. – Ah, conosce molta gente? – dico. Lui sorride, e subito m'accorgo della mia ingenuità: – Voglio dire che non mi sento più solo. Ma naturalmente, signore, non è necessario ch'io sia con qualcuno.”— Jean-Paul Sartre, La nausea








